L’ora Più Buia – Recensione Film: capolavoro o delusione?

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Nelle sale italiane è arrivato il nuovo film diretto da Joe Wright, “L’ora più buia”, incentrato sulla figura di Winston Churchill, interpretato magistralmente da Gary Oldman. Il film è già stato nominato a ben sei premi Oscar, ma avrà soddisfatto tutte le aspettative? Scopriamolo nella recensione a cura di Seriespedia.

 

Ci troviamo nel 1940, nel momento in cui il ministro inglese Neville Chamberlain (Ronald Pickup) è costretto a dimettersi a causa delle condizioni infelici in cui versa l’Inghilterra. L’Italia ormai è diventata alleata della Germania, la Francia si avvicina pericolosamente alla resa e le truppe inglesi non riescono ad avanzare, anzi sono in grandissima difficoltà. Nonostante tutti vogliano che il visconte Halifax (Stephen Dillane) prenda il posto di Chamberlain, questi preferisce non assumere per adesso la carica (e la responsabilità) di ministro, cedendola a Winston Churchill (Gary Oldman): mal tollerato, privo di fiducia da parte del proprio partito e persino da parte di Re Giorgio VI (Ben Mendelsohn), Churchill prende su di sé l’onore e l’onere di guidare il proprio Paese nel momento più buio della sua storia.

Il trailer in italiano de “L’ora più buia”:

 

“Quando impareremo la lezione? Non si può ragionare con una tigre quando la tua testa è nella sua bocca!”

 

Partiamo dal presupposto che adoro i film (e le serie tv) storici, quindi quando ho visto al cinema il trailer de L’ora più buia sono rimasta a bocca aperta, strabiliata e, euforica come il tizio che compare quando voglio vedere qualcosa in streaming, ho subito detto “Devo vederlo“. Non erano ammesse repliche, nemmeno la vocina che mi sussurrava che la sessione invernale è oscura e piena di terrori ha potuto fermarmi. Sono quindi andata al cinema carica di aspettative altissime perché, ammettiamolo, il trailer ti fa esaltare talmente tanto che a momenti torni nel 1940 e vai di persona ad applaudire Churchill sul treno, per la strada, in Parlamento e pure nel bagno. Ciononostante sono rimasta un tantino delusa.

Ora so che in tantissimi l’hanno trovato fenomenale, che è un film candidato a ben sei Oscar, che la maggior parte dirà che ho torto, ma a me poco importa. Quando scrivo una recensione ho il dovere di dare un parere critico e onesto, altrimenti sarei soltanto un’ipocrita e non lo sono.

Gary Oldman è stato superbo e qui non si discute. La sua interpretazione è stata così realistica, precisa, ha saputo plasmare il suo personaggio conferendogli infinite sfaccettature intime e umane; ha saputo comunicare al pubblico l’animo poliedrico di una figura tanto complessa quanto vicina a noi: Winston Churchill affronta mancanza di fiducia, ambienti ostili, uomini che vogliono vederlo cadere, che vogliono che abbandoni i suoi ideali in virtù di una pace in realtà irrealizzabile. Churchill è un uomo con un forte dissidio interiore, a volte debole e insicuro sul da farsi, pieno di sensi di colpa per le scelte difficili che è costretto a prendere, altre più deciso e vigoroso grazie anche alla forza del suo popolo, della sua gente che vuole lottare al suo fianco per la propria Patria. Tuttavia non esiste solo la politica e nel film possiamo gettare uno sguardo al suo rapporto con la moglie Clementine (Kristin Scott Thomas), a come questa donna sia stata la sua forza, la sua ancora di salvezza nei momenti più difficili.

Ma veniamo ai tasti dolenti. La cosa che più mi ha lasciato l’amaro in bocca è stata la totale mancanza di azione bellica. Mi spiego meglio: quando sono andata a vedere il film mi aspettavo una sorta di biografia di Winston Churchill e ne ero molto felice; non sono un’amante dei film d’azione né lo sono delle interminabili scene di guerra presenti in tutti i film riguardanti periodi storici come la Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia mi aspettavo quantomeno di vedere l’operazione Dynamo, il cosiddetto “miracolo di Dunkerque“. È come se la narrazione avesse dato ad intendere che ci avrebbe mostrato questa incredibile e mastodontica azione di salvataggio, che però poi si è tradotta con la visione di dieci barchette in mare aperto. Non dico che dovevano esserci queste grandi e lunghe scene, ma almeno qualcosina in più sarebbe stata ben accetta.

Non ho inoltre ben capito l’utilità della signorina Layton (Lily James). Ok, era la segretaria di Churchill. Ok, aveva un fratello che è morto in guerra. Ok Lily James è adorabile. Però. Insomma per tutto il film ho sperato che facesse qualcosa di lontanamente interessante e invece no. Non ha avuto nemmeno lo spessore psicologico di personaggi come Clementine Churchill che, oltre ad aiutare e consigliare il marito, ha mostrato una tale profondità, un’apatica tristezza sapientemente celata dietro al ruolo pubblico e istituzionale che col tempo si era cucita addosso, per amore del proprio consorte.

Infine vorrei porre l’attenzione su due degli aspetti fondamentali del film e che ruotano attorno alla figura di Winston Churchill: ironia ed eloquenza. Il ministro inglese di Wright ha divertito tutti con la sua ironia, con la sua esuberanza così spontanea e per nulla costruita: persino quando inveisce contro Halifax lascia un sorriso allo spettatore e questa è una cosa che ho molto apprezzato, proprio perché ha stemperato un clima tanto pesante e doloroso. D’altra parte i discorsi che l’uomo declama sono una parte centrale della pellicola, tanto che a tratti ho avuto la sensazione di leggere un libro di orazioni di Cicerone; ciononostante le parole di Churchill sono così belle, emozionanti, forti, pieni di trasporto, che non danno affatto fastidio né noia, anzi, sono piacevolissime.

In definitiva è stato un film godibile, con alcune pecche (accettate l’umile parere di una ragazza che non è un critico cinematografico) ma con tanti punti di riflessione circa l’animo umano. Ho potuto dare uno sguardo a Winston Churchill come ministro ma anche come essere umano, ammirando la forza e la determinazione che hanno fatto sì che l’uomo in cui nessuno credeva, cambiasse le sorti dell’Europa. Credo che ognuno, vedendo questa pellicola, possa entrare in empatia col primo ministro inglese e capire che a volte il coraggio di andare avanti è tutto ciò di cui si ha bisogno.

“Ci dimostreremo ancora una volta capaci di difendere la nostra isola natale, di superare la tempesta della guerra e di sopravvivere alla minaccia della tirannia. Se necessario, per anni. Se necessario, da soli. […] L’impero britannico con la Repubblica francese, congiunti nella loro causa e nella loro necessità, difenderanno fino alla morte il proprio suolo natio aiutandosi l’un l’altra come buoni compagni fino all’estremo della loro forza. Anche se ampi territori d’Europa e molti antichi e famosi Stati sono caduti o stanno per cadere nelle grinfie della Gestapo e di tutto l’odioso apparato del dominio nazista, noi non demorderemo né verremo meno. Noi andremo avanti fino alla fine! Combatteremo in Francia, combatteremo sui mari e sugli oceani, ci batteremo con crescente fiducia e crescente forza nell’aria. Difenderemo la nostra isola qualunque possa esserne il costo! Combatteremo sulle spiagge, combatteremo sui luoghi di sbarco, combatteremo nei campi e per le strade, combatteremo tra le colline. Non ci arrenderemo mai! […]”

 

Vi lascio con una piccola chicca, alcune delle parole che Winston Churchill (quello vero) ha dedicato a sua moglie Clementine. Che tenerone!

«Da quando ti ho incontrata sono stato felice e tu mi hai insegnato quanto nobile possa essere il cuore di una donna.»

«Sono così divorato dall’egoismo che vorrei avere un’ altra anima in un altro mondo e conoscerti in una situazione diversa per darti tutto l’ amore e il rispetto delle grandi storie.»

«Mi giungono tante felicitazioni per la nascita del figlio, le depongo tutte ai tuoi piedi.»

 

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Fra le mie serie preferite Once upon a time ha la precedenza su tutte, ma sono onnivora: passo da Game of thrones a Outlander, da Supergirl a Younger, da Izombie a Victoria. Oltre a vedere serie tv sono un’amante dei libri, specie se accompagnati dalla combo plaid-cioccolata calda. Sto ancora aspettando la mia lettera da Hogwarts, prima o poi arriverà!

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Fra le mie serie preferite Once upon a time ha la precedenza su tutte, ma sono onnivora: passo da Game of thrones a Outlander, da Supergirl a Younger, da Izombie a Victoria. Oltre a vedere serie tv sono un'amante dei libri, specie se accompagnati dalla combo plaid-cioccolata calda. Sto ancora aspettando la mia lettera da Hogwarts, prima o poi arriverà!