Chicago Justice – Recensione 1×12 ‘Fool Me Twice’

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Ad una puntata dal finale, e senza certezze sulla prossima stagione, vediamo cosa debbono affrontare gli uomini e le donne della procura di Chicago.

La puntata si apre con una questione personale riguardante Laura; la detective, viene contattata dalla sua amica di vecchia data, Lizzie, a cui hanno sparato al fratello. La donna è lì per starle vicino, ma anche per capire cosa effettivamente sia successo. Scopriamo quindi, che Eric Cates (la vittima) in passato aveva avuto problemi di droga e quando Laura si reca sulla scena del crimine parla con gli agenti della Narcotici, sospettosi che Eric fosse uno spacciatore, vista la droga trovata sulla sua auto.

Laura informa Peter della situazione e collega il tentativo di omicidio ad un vecchio caso: Eric era l’informatore di Laura, grazie alle sue informazioni Peter ha messo in carcere il capo di una gang di Chicago, gang che ora è guidata dal fratello e che potrebbe essere proprio lui il mandante.
Nonostante non sia un loro caso, Peter autorizza Laura ad indagare, purchè non infastidisca la polizia…così lei e Antonio iniziano a fare domande in giro, prima il fratello del detenuto e poi l’investigatore della Narcotici (ma questo non era un chirurgo plastico prima??).

I due detective si recano all’ospedale (non è il Med, non lo riconosco) a parlare con Eric che ha ripreso i sensi, e capendo cosa l’uomo ricorda e se qualcosa può essere utile.
PS: solo io noto quanto è manzo Antonio quando non ha i capelli leccati dalla Lola???

Allora, la questione è alquanto complicata: il testimone della sparatoria a Eric Cates, un certo Burrows, rilascia la sua dichiarazione ai due detective della Narcotici, Banks e Kim…ma indagando a fondo, Dawson e Nagel, scoprono che Burrows ha un figlio che in passato aveva avuto diversi problemi (dall’accusa di stupro a spaccio e roba di droga), ma alcune accuse non sono state portate avanti, proprio dai detective Kim e Banks…solo io vedo quello che dovrebbe essere un bel conflitto di interessi?? No, lo vedono anche Antonio e Laura e al distretto la situazione diventa molto tesa…

Grazie ad Antonio (che trovo molto manzo in questo episodio, l’ho già detto vero?), il tentato omicidio di Eric (che forse, e dico forse, aveva una relazione con Laura molti anni addietro), viene collegato ad altre tre omicidi, ricollegabili ad una gang di Chicago e su cui hanno investigato (o finto di investigare) i due detective della Narcotici.

Tornati a parlare con Eric, gli investigatori cercano di capire se l’uomo possa aver detto a qualcuno del suo ruolo di informatore o in generale del suo legame con la procura, ma egli nega assolutamente…anche perché, diciamolo, sarebbe stupido.
Ma Laura, una donnina molto sveglia, intuisce che qualcun altro avrebbe potuto rivelare il legame con la procura e cioè Lizzie, la sorella di Eric e amica dell’investigatrice.

Lizzie nega anche lei di aver parlato con qualcuno, ma Laura menziona il fidanzato e tutto ha senso, soprattutto dopo l’interrogatorio dell’uomo che rivela di aver detto al nuovo capo della gang, Creary, il legame di Eric con la procura visti i suoi debiti…e non solo, ha fatto il nome di Laura.

Adesso si passa all’azione: Creary viene arrestato e on un vecchio trucco, gli fanno rivelare il coinvolgimento dei due poliziotti e ottengono un patteggiamento, ergo testimonierà contro di loro e possono arrestarli.

È il momento di andare in tribunale, gli avvocati difensori dopo aver ottenuto la cauzione, cercano di trovare un accordo con Peter, ma l’uomo è irremovibile. Per smontare quella che sarà la difesa, servono prove, così Anna trova una prova piuttosto schiacciante che impressione perfino Peter (se ci sarà una seconda stagione li voglio insieme, mi senti Dick Wolf? INSIEME!), prove audio direttamente dall’auto dei detective.

Dopo aver fatto ammettere le prove in aula, Peter riceve la visita del detective Kim e del suo avvocato, l’uomo vuole protezione per la sua famiglia in cambio racconterà tutto.


In aula Stone e l’avvocato della difesa interrogano prima Creary, poi Eric e alla fine il detective Kim… la situazione è tesa da entrambe la parti. L’interrogatorio prosegue con la dichiarazione del detective Banks, a suo dire uccidevano per conto di Creary per fare del bene alla città, ai cittadini…ma quando è il turno di Peter di fare domande la situazione si ribalta, infatti il vice procuratore ritorce contro Banks le sue stesse parole.
Vi ho mai detto che amo quest’uomo??

Arrivano le arringhe finali e Peter sa il fatto suo: è onesto, convincente e mette in evidenza i giusti motivi che dovrebbero portare il detective Banks all’ergastolo…ma per un motivo a me sconosciuto l’uomo viene dichiarato non colpevole.

Voto 7: un giro complesso per capire il collegamento, ma mi è piaciuto…è quello che ti tiene incollato per 40 minuti davanti lo schermo.

PERSONAGGIO TOP:
Laura Nagel: è stata intuitiva, sveglia e non si è arresa mai…neanche davanti all’insinuazione che fosse troppo coinvolta. Ben fatto donna!

PERSONAGGIO DOWN:
Detective Banks e la giuria: un poliziotto corrotto che viene pagato fior di quattrini dal capo di una gang per uccidere, si, altri criminali ma senza un giusto processo. E la giuria…ma che si erano fumati?? Senza parole.
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