Chicago Justice – Recensione 1×11 ‘AQD’

Un omicidio, un rapimento…come gestiranno la situazione gli uomini e le donne della Procura di Chicago? Scopriamolo insieme.

La puntata si apre con una riunione della Commissione Trasporti di Chicago, quando arriva un fattorino con una consegna per il consigliere Christopher Jones…ma l’uomo non è un fattorino, bensì un ambientalista molto motivato che vuole proteggere il pianeta. Il ‘fattorino’ rovescia sul tavolo del greggio come rimostranza delle sue idee.


Il consigliere, turbato da quanto accaduto, va fuori a prendere una boccata d’aria..ma viene investito da un’auto.
Sul posto arrivano la polizia i soccorsi e anche Antonio e Laura. Mentre Antonio interroga un testimone (che non ha poi visto tanto) si avvicina Sylvie Brett, paramedico della Caserma 51 (vi ho mai parlato dei mini-crossover dei OneChicago? No? Prima o poi lo farò…comunque li adoro) ed ex fidanzata di Antonio (ex ancora per poco vero? VERO??).

Sylvie comunica ad Antonio che la vittima è deceduta e gli consegna il rapporto dei paramedici, i due si salutano con un certo imbarazzo…perché si vogliono ancora, è evidente.
Antonio e Laura, interrogano il finto fattorino, che risponde al nome di James Sprague, ma alla fine è evidente che l’uomo non ha ucciso il consigliere.
I detective continuano ad indagare, parlando anche con il gruppo ambientalista di cui fa parte Sprague, ma risultano essere puliti. In ufficio cercano di risalire alla targa dell’auto che ha ucciso il consigliere e Laura sembra aver ristretto il campo: c’è solo un SUV rosso scuro in città.


Il SUV appartiene ad una anziana signora dallo shopping online facile (io tra 40 anni praticamente), che affitta la sua macchina tramite un’app. proprio grazie all’applicazione Antonio e Laura riescono a scoprire l’identità di chi l’ha affittata e localizzare la posizione dell’auto. Il ritrovamento della macchina si rivela un buco nell’acqua, infatti la donna che aveva prenotato non c’è..ma riescono a risalire al suo numero e la localizzano.
Una volta raggiunta, la verità è agghiacciante: la donna sta aspettando per pagare un riscatto e riavere sua figlia.

Portata nella sala interrogatori, Jane Reynolds, racconta di come abbia ricevuto la telefonata in cui le dicevano che la figlia era stata rapita durante la gita e le istruzioni per il riscatto, che aver investito il consigliere è stato un incidente e che non si era fermata per via dei rapitori che le avevano intimato di non farlo.
I detective parlano anche con l’ex marito della donna per capire se si tratta di una guerra tra genitori..ma a parte le questioni economiche non sembrano gravi disaccordi. Finito con gli ex coniugi, Antonio e Laura incontrano Anna che accompagna una bambina: Emma Reynolds non è stata rapita.


Questa sorpresa porta ad uno scontro di idee e leggi tra Anna e il procuratore Jeffries. L’uomo vorrebbe accusare la donna di omicidio colposo, ma secondo Anna non è stata colpa sua perché tenuta in pugno dai ‘rapitori’ e stava cercando di salvare la figlia. Mark, si rende conto di essere un tantino troppo rigido nel suo giudizio, così offre un ramoscello d’ulivo ad Anna, se trovano chi era al telefono ridurrà le accuse.

I detective cercano di approfondire la pantomima del rapimento e capire perché il ‘riscatto’ fosse così basso, solo 8.000 dollari. Dal messaggio rimasto nella segreteria della Reynolds, l’esperto della procura ripulisce la voce camuffata della chiamata e Antonio e Laura riconoscono subito l’uomo: è il marito.
Peter viene messo a conoscenza della situazione: in poche parole il consigliere è stato ucciso dalla Reynolds ma era costretta dal marito per via del rapimento della figlia. In tutta la sua gloria Peter decide di arrestare l’uomo per concorso in omicidio del consigliere in quanto coinvolto nel reato..sotto lo sguardo sbalordito (e anche un po’ ammirato) di Anna.

Antonio e Laura arrestano Ted Reynolds e cercano di farlo nel modo meno traumatico possibile, visto che la bambina è presente. Nel frattempo durante la cena con Anna (sbaglio o queste cene accadono con una certa frequenza??), Peter viene raggiunto dall’avvocato dell’uomo, che sostenendo l’ilarità delle sue accuse, gli mostra l’istanza di rigetto già presentata in tribunale.

In aula, Peter e la difesa si scontrano verbalmente sull’applicazione della legge in questione, e nonostante la controparte sostiene si sia trattato di un incidente, Peter trionfa e il giudice rifiuta l’istanza di rigetto.

Jeffries sostiene che Peter si stia arrampicando sugli specchi e non è molto entusiasta della piega presa dalla situazione. Tornati in aula Peter inizia ad interrogare i periti coinvolti e le parti in causa, alla sbarra sale anche la moglie, Jane Reynolds. La donna racconta della telefonata ricevuta in auto, e di cui non si hanno registrazioni, e delle minacce rivolte alla figlia che l’hanno costretta ad agire contro la sua volontà…incluso l’incidente al consigliere.
Il processo viene dichiarato nullo dal giudice, a causa dell’impasse della giuria che non riesce a raggiungere un verdetto unanime.
Ma Peter non si arrende (lo amiamo per questo no?).

Durante una chiacchierata i detective dicono ad Anna che forse vale la pena parlare con la bambina e capire se ha mai sentito qualche minaccia tra i genitori. Così Laura parla con Emma, in modo molto materno, cercando di capire se sappia qualcosa, ma si rivela un buco nell’acqua.

Al Molly’s Antonio e Peter chiacchierano sul caso, e qualcosa detto da Dawson accende una lampadina in Peter (lampadina silenziosa e discreta, ma io l’ho vista), così l’uomo organizza un incontro tra i due ex coniugi.


L’incontro è teso e i due si rinfacciano torti del passato e presunti tali, fino a quando Ted sbotta e confessa di averla costretta ad affittare l’auto e andare in banche diverse per dimostrarle com’è la vita per lui, per mantenere lo stile di vita dell’ex moglie.
Alla fine giustizia sembra essere fatta, ma come dice Peter ci sono 5 vite rovinate…e per cosa?

Voto puntata: 6 ½ voto poco più che sufficiente, la puntata carina e ben fatta, ma voglio di più..voglio un colpo di scena e un coinvolgimento in prima persona con qualcuno della squadra.

PERSONAGGIO TOP:
Peter Stone: non odiatemi, per favore. Lo so, sono ripetitiva, ma davvero chi c’è meglio di lui? Ha cercato di applicare la legge per fare giustizia e fare in modo che il vero responsabile pagasse…se non è top questo.

PERSONAGGIO DOWN:
I coniugi Reynolds: si entrambi. Lei non ha capito la difficoltà del marito e non gli è andata in contro, lui ha usato un metodo esagerato per dimostrare il suo punto di vista. Tutto questo si poteva evitare.

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