Better Call Saul – Recensione 3×06 “Off Brand”

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Episodio di grandi ritorni, “Off Brand” strizza l’occhio a Breaking Bad e sancisce la nascita di Saul Goodman.


Abbiamo atteso il momento della trasformazione da Jimmy a Saul facendo mille ipotesi, ma anche su questo fronte Gilligan è riuscito a stupirci. Il nuovo appellativo viene assunto da Jimmy per pubblicizzare la sua nuova trovata. Dopo essere stato sospeso per 12 mesi dalla professione di avvocato, il nostro protagonista non sa come occupare gli spazi pubblicitari che ha già comprato, e decide di reinventarsi pubblicitario. L’idea consiste nel farsi pagare per spot che andranno in onda gratuitamente. Saul, quindi, nasce nella maniera più logica possibile: da un’idea furba, macchiettistica e un po’ ridicola di Jimmy. Sarà indubbiamente questo anno “sabbatico” a offrirgli la possibilità di completare la sua trasformazione. In fondo uno come Jimmy non potrebbe mai passare un anno dedicandosi al volontariato o al giardinaggio; e se lo facesse, troverebbe sicuramente un modo per trarne vantaggio. Saul è sicuramente la parte più irriverente di Jimmy, quella che si ritrova in mutande in mezzo a un parcheggio, che si arricchisce con patetici escamotage incredibilmente efficaci, ma ciò che lo rende interessante è il mantenimento di quell’aria da perdente. È uno che nella vita è abituato ad arrancare, a muoversi nelle “zone grigie” tra la legalità e l’illegalità, suscitandoci estrema simpatia per quell’impossibilità di uscirne mai realmente vincitore.

Particolarmente interessante è stata la storyline del cartel. Nelle prime scene dell’episodio rivediamo Krazy-8, tassello importantissimo dell’epopea di Walter White.
Il ragazzo qui viene massacrato di botte da Nacho, sotto ordine di Hector, in una bellissima inquadratura che mostra i due attraverso la finestrella della cucina, sottolineando tutta la freddezza di Tio.
Nacho ci viene inoltre mostrato intento a cucire attraverso un’altra inquadratura che ho molto apprezzato: viene infatti incorniciato da ben due porte aperte, che sembrano sottolinearne la solitudine e la sofferenza. In questo episodio ho notato, infatti, una maggior attenzione al “racconto per immagini” tipico di Gilligan, all’espressione dei sentimenti dei personaggi attraverso l’uso delle luci e della messinscena. Nacho appare stretto tra due fuochi: da una parte vi è la volontà di intimidire ed essere all’altezza delle aspettative di Hector, dall’altra però lo vediamo subirne il potere e le pretese. Le prime inquadrature, che mostrano Krazy8-Nacho-Hector prospettivamente sulla stessa linea, sembrano proprio suggerire questo.


Attraverso Gus assistiamo ad altri due ritorni: quello di Lydia e quello della lavanderia in cui sorgerà il laboratorio che ben conosciamo. Vedere la sua immagine buia aggirarsi in quel luogo è stata una grande emozione!

Vedendo questo episodio e il ritmo più serrato che Better Call Saul ha intrapreso negli ultimi episodi, continua a tormentarmi la curiosità di sapere che fine faranno Kim e Chuck.
La direzione intrapresa sembra andare verso le tematiche di Breaking Bad e il mondo criminale in cui Saul dovrà districarsi. Conoscendo la serie madre sappiamo che nel futuro del nostro protagonista Chuck e Kim non rivestiranno alcun ruolo.
Se per quanto riguarda Chuck ne possiamo comprendere le motivazioni (quel “È sempre stato tuo fratello” – “No, non più ormai”, segna sicuramente una svolta), non riesco a capire cosa accadrà a Kim tanto da portare Jimmy a non vederla (né menzionarla) mai più. Voi che ne pensate?

ElenaG

Seguiteci su SeriespediaL’enciclopedia delle serie TV. A questo link potrete trovare il mio articolo sul perché dovreste recuperare Better Call Saul.
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Breaking Bad – Pagina Italiana

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Laureata in Discipline dello spettacolo e della comunicazione, nata in Toscana, ma sogno New York. Per la precisione Manhattan. La Manhattan di Mad about you, l’Upper West Side di Seinfeld, di How I met Your Mother, di Will&Grace e il West Village di Carrie Bradshaw e di Friends. Mi infatuo di serialità televisiva molto presto, ma le prime cause serie di dipendenza sono state HIMYM e Grey’s Anatomy. Poi Big Bang Theory, seguito da tutte le altre comedy passate e presenti. In una relazione complicata di amore, odio e dipendenza da sette anni con Pretty Little Liars, adoro Orange Is The New Black, Girls, Gomorra e Shameless.
Breaking Bad occupa il primo posto nel mio cuore telefilmico.

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Laureata in Discipline dello spettacolo e della comunicazione, nata in Toscana, ma sogno New York. Per la precisione Manhattan. La Manhattan di Mad about you, l’Upper West Side di Seinfeld, di How I met Your Mother, di Will&Grace e il West Village di Carrie Bradshaw e di Friends. Mi infatuo di serialità televisiva molto presto, ma le prime cause serie di dipendenza sono state HIMYM e Grey’s Anatomy. Poi Big Bang Theory, seguito da tutte le altre comedy passate e presenti. In una relazione complicata di amore, odio e dipendenza da sette anni con Pretty Little Liars, adoro Orange Is The New Black, Girls, Gomorra e Shameless.
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