American Crime Story – Recensione 2×04 “House by the Lake.”

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Sisisi lo so siamo in super ritardo nel recensire l’ultimo episodio di American Crime Story,  mea culpa, ma i cinque giorni del concerto di Claudio Baglioni su Rai 1 ed il trash che ha portato

hanno avuto la meglio per qualche giorno. Ma ora bando alle ciance, iniziamo a parlare di questa strabiliante episodio:

27 aprile 1997 una settimana prima dell’omicidio a Lee (quello a cui abbiamo assistito la settimana scorsa).

Questa volta il luogo è Minneapolis, ma il protagonista rimane sempre Andrew, secondo episodio in cui di Gianni Versace non si vede nemmeno l’ombra.

Continuiamo ad entrare sempre più nella psicologia di Andrew Cunanan e Ryan Murphy è bravissimo nel farlo, perchè riesce a far capire a tutti noi spettatori tutte le varie circostanze in cui si è trovato Andrew, come sia arrivato ad uccidere tutte quelle persone compreso Gianni Versace. Questa volta è il turno di due persone: Jeff David, uno premeditato e l’altro no.

Andrew si trova a casa di David da qualche giorno e gli chiede di andare ad accogliere Jeff (il quale è arrivato arrabbiato e preoccupato dato che Andrew aveva rubato la sua pistola). Siamo al secondo omicidio commesso da Andrew, ma è stato impetuoso, vorace, come se non desiderasse altro che ucciderlo. Questa volta quindi non è andata come le altre volte: per niente metodico, ma impulsivo. Manipola David affinchè non chiami il 911 e non parli con nessuno.

Nasconde il cadavere come se nulla fosse, come se fosse destinato ad uccidere e persone, come se non aspettasse altro in tutta la sua vita. E’ passione, una missione che deve portare a termine.  Andrew condiziona David: non farà del male a nessuno fin quando lui sarà al suo fianco. Ne è ossessionato,  vuole a tutti i costi tenerlo accanto a sè, lo costringe a stargli vicino altrimenti potrebbe uccidere ancora ed ancora (cosa che alla fine fa). Andrew trascina David in un gioco alquanto pericoloso, sicuramente senza alcun lieto fine. L’amministratore del condomidio ed una collega di David trovano il corpo di Jess avvolto nel tappeto. Continua la discriminazione sessuale da parte della polizia, come se i gay fossero più propensi ad uccidere rispetto ad un eterosessuale. Infatti Andrew dice:  When the police opens the door, they’ll see two suspects, not two victims.”

Capiscono che non è stata una rapina, ma un omicidio premeditato. L’arma del delitto è sotto gli occhi di tutti.  Pensano che la vittima sia Andrew e quindi per l’ennesima volta la polizia ha tratto conclusioni affrettate ed inesatte.

Quando la polizia ritorna sulla scena del crimine con il mandato di perquisizione, grazie alla patente di Jeff capiscono il vero nome della vittima. La polizia si rivolge al genitori di David, i quali sono convinti che non sia stato il figlio, lo conoscono e lui non avrebbe mai potuto farlo.

In questa puntata assistiamo a tanti flash back emozionanti riguardanti sempre scene tra David ed il padre. Quando gli confida di essere gay  il padre in fondo l’ha sempre sospettato, ma tiene al figlio molto più di una etichetta . Quando da piccolo non riusciva ad apprezzare la caccia, non riusciva proprio ad uccidere anime innocenti, perchè lui quello che voleva ottenere era solo un rapporto con il padre. David durante il viaggio pensa ai suoi genitori, a cosa potrebbero pensare o come la gente potrebbe ferirli, ma alla fine attraverso un monologo pone delle domande a se stesso “Da cosa sta scappando veramente? Dalla vergogna che prova verso se stesso, verso ciò che è?

David ed Andrew si fermano in un pub, lui potrebbe scappare dal bagno, Andrew lo capisce e per la prima volta sembra sincero, butta fuori le emozioni attraverso le lacrime, ma stranamente David ritorna.

Negli ultimi minuti dell’episodio si scopre come si sono conosciuti, e vengono fuori altre caratteristiche da annotare per stilare il profilo di Andrew. Il loro incontro è stato piuttosto tenero, ed è un rapporto che durava da un anno e mezzo.  Andrew però sin dall’inizio è totalmente fuori controllo, costruisce una vita non sua,  non è assolutamente come vuole far credere. Era una recita, una bugia ed ha ucciso Jeff  perchè aveva capito chi realmente fosse, anzi non fosse. Non riesce ad essere connesso con la realtà, ma soprattutto non riesce a fermarsi. Quando però David sembra essere guarito dalla Sindrome di Stoccolma e ritornato in sè la situazione degenera drasticamente:

David ed Andrew fantasticano su come sarebbe potuta andare, ma è solo un’altra grande bugia. Quando sembrava che David fosse l’unico di cui gli importasse almeno un po’ gli spara. Ed è qui che assistiamo all’addio di David alla persona a cui tiene di più: prima di espirare entra in un capanno, lì c’è il padre e condividono il caffè come un tempo per l’ultima volta.

Andrew si ferma un attimo, si gode gli ultimi momenti accanto a David, l’ abbraccia, ma poi ritorna in macchina e sappiamo già cosa accadrà la settimana successiva. Il suo prossimo obbiettivo è Lee.

Credo che Ryan stia delineando molto bene il profilo di Andrew Cunanan, ma a questo punti avrebbe dovuto intitolare la serie “Gli omicidi di Andrew Cunanan”. L’assenza di Gianni, ma soprattutto di Donatella inizia a farsi sentire.

Voto: 7

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“Al tempo di Beautiful
dei signori di Puente Viejo
e dei re
che spadroneggiavano su una terra in tumulto,
il genere umano invocava il soccorso delle serie tv per riconquistare la libertà.
Finalmente arrivò Maria
l’invincibile articolista e recensitrice forgiata dal fuoco di mille serie tv
la lotta per il potere (Game Of Thrones)
le sfrenate passioni (Sense8)
gli intrighi (Pretty Little Liars)
e i tradimenti (Game Of Thrones, Sense8, Pretty little liars ed ogni serie tv che si rispetti)
furono affrontati con indomito coraggio da colei che sola
poteva cambiare una malattia in passione”

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"Al tempo di Beautiful dei signori di Puente Viejo e dei re che spadroneggiavano su una terra in tumulto, il genere umano invocava il soccorso delle serie tv per riconquistare la libertà. Finalmente arrivò Maria l'invincibile articolista e recensitrice forgiata dal fuoco di mille serie tv la lotta per il potere (Game Of Thrones) le sfrenate passioni (Sense8) gli intrighi (Pretty Little Liars) e i tradimenti (Game Of Thrones, Sense8, Pretty little liars ed ogni serie tv che si rispetti) furono affrontati con indomito coraggio da colei che sola poteva cambiare una malattia in passione"